San Giovanni in Monte

San Giovanni in Monte bombardato

Il carcere di San Giovanni in Monte raccontato da Luca Alessandrini

La voce di Raffaele Vecchietti

La voce di Vittorio Serra

Ti trovi al km 0 del percorso storico dedicato alla Resistenza bolognese che ti condurrà fino al monumento ai caduti di Sabbiuno, sulle prime colline della città. L’edificio in cima a questa salita si chiama San Giovanni in Monte. Oggi ospita il Dipartimento dell’Università di Bologna “Storia, culture, civiltà”, ma durante la Seconda Guerra Mondiale venne usato come carcere per la reclusione di persone che si opponevano al regime nazifascista. Il 14 e il 23 dicembre 1944 i partigiani, che proprio in questo luogo erano detenuti, vennero condotti, a piedi o su dei piccoli camion, fino a Sabbiuno dove vennero fucilati e lasciati cadere tra i calanchi.

DOVE ANDARE

Percorri questa salita e prosegui a destra per via Monticelli fino all’incrocio con via Castiglione. Svolta a sinistra e continua fino alla Porta. Là scoprirai come l’accesso al centro della città fosse limitato dalle forze di occupazione tedesche attraverso posti di blocco sorvegliati.

CENNI DI STORIA 1944

  • 9 agosto: i partigiani assaltano le carceri di San Giovanni in Monte e liberano oltre 300 detenuti politici e comuni.
  • 29 settembre: i partigiani realizzano un attentato dinamitardo contro l’hotel Baglioni che ospita comandi tedeschi e fascisti: 4 i morti e 7 i feriti. Come rappresaglia i tedeschi fucilano 10 ostaggi.
  • 18 ottobre: secondo attentato partigiano contro l’hotel Baglioni. La facciata dell’edificio crolla.
  • 28 ottobre: le truppe americane si fermano a Livergnano (Pianoro). Inizia la sosta invernale.
  • 7 novembre: battaglia di Porta Lame.
  • 13 novembre: il Generale Alexander, comandante delle truppe alleate nel Mediterraneo, annuncia la sospensione delle operazioni belliche.
  • 14 dicembre: primo eccidio a Sabbiuno di partigiani prelevati dal carcere di San Giovanni in Monte dai tedeschi. Il secondo avverrà il 23 di dicembre.

Da San Giovanni in Monte a Sabbiuno

Il 14 e il 23 dicembre 1944 due gruppi di partigiani detenuti, incolonnati a piedi o su camion coperti, furono condotti dal carcere di San Giovanni in Monte a Sabbiuno dove furono fucilati. Questi resistenti erano stati rastrellati nella zona nord-ovest di Bologna fra Anzola, Calderara di Reno e Amola di Piano dove avevano le loro basi distaccamenti della 7ª Gap e della 63ª brigata “Bolero”.
Il carcere bolognese, già assaltato nei mesi precedenti, non era considerato sicuro ed era sovraffollato: venne quindi deciso di eliminare i resistenti.
Il 14 dicembre 1944, con il primo gruppo furono fucilati quelli che erano considerati più pericolosi, i gappisti più noti, quelli che avevano partecipato alla battaglia di Porta Lame.
Il 22 dicembre numerosi incarcerati furono deportati a Mauthausen-Gusen da dove molti non tornarono; il giorno successivo un altro gruppo venne portato a Sabbiuno. Le fucilazioni continuarono anche dopo il dicembre. Nel dopoguerra vennero esumate 47 salme riconosciute e 8 sconosciute, ma il numero reale di caduti è difficile da stabilire, perciò nel monumento si indicano simbolicamente 100 morti.

VIDEO
Michelini e Romagnoli – 9 Agosto 1944: l’assalto alle carceri di San Giovanni in Monte

Renato Romagnoli: perché si giunse all’eccidio di Sabbiuno?

Lino Michelini – Il ricordo di Dante Drusiani (Tempesta) e Aroldo Cristofori (Vento)

Renato Romagnoli – Il ricordo di Vincenzo Toffano (Terremoto)

 

Mio fratello
http://certosa.cineca.it/2/videoteca.php?ID=468&VIDEO=7555&a=video
Intervista a Giordana Bonasoni e Rosina Galletti (rispettivamente sorelle di Ivo e Umberto, fucilati ai colli di Paderno il 23/12/1944) sugli sviluppi derivati dal rastrellamento di Amola

Testi tratti da:

ISREBO, Bologna 1938-1945 – Guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, Bologna, Edizioni Aspasia, 2005.

Fotografia

Archivio Istituto Storico Parri Emilia-Romagna

Audio estratti da:

A. Preti, Sabbiuno di Paderno, Dicembre 1944, University Press, Bologna, 1994.

 

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