Panorama Bologna Est

Bologna bombardata

Il decreto notte e nebbia

Ti trovi in via degli Scalini, da dove è possibile godere di un bel panorama sulla parte orientale della città di Bologna. Da questa fotografia è possibile immaginare quali erano le condizioni di vita nel corso del 1944 quando Bologna era già stata bersaglio di numerosi bombardamenti.

DOVE ANDARE

Prosegui per via degli Scalini. Fra circa 400 metri troverai sulla sinistra Villa Guastavillani. Questo edificio offre l’occasione di riflettere sui bombardamenti che, oltre alla città, colpirono anche le colline.

CENNI DI STORIA

Bologna bombardata

I bombardamenti sulla città – iniziati il 16 luglio 1943 e protrattisi fino alla liberazione – causarono la morte di 2.481 civili e danni ingenti al patrimonio immobiliare e artistico. Nessuna zona della città fu risparmiata. Furono colpiti: la basilica di San Francesco, Palazzo d’Accursio, la prefettura, l’ospedale Maggiore, le porte Saffi e Lame, Piazza Aldrovandi, via Belle Arti, via Indipendenza, via Rizzoli, via Zamboni. Duri colpi furono inferti anche al palazzo dell’Archiginnasio, alla chiesa di San Giovanni in Monte, alla cattedrale di San Pietro e al teatro del Corso. Quest’ultimo, teatro storico della città situato in via Santo Stefano 31, venne completamente distrutto. Un bersaglio importante fu inoltre lo scalo ferroviario.

Condizioni di vita a Bologna, 1938-1945

La legge del 6 maggio 1940, nota alla popolazione come “legge sul razionamento”, stabiliva la possibilità di fissare limitazioni ai generi di consumo. Di fatto questo si tradusse in una pratica assai diffusa del “mercato nero”.
I primi generi ad essere razionati furono zucchero e pane: 200 grammi pro capite al mese di zucchero e l’obbligo di impastare la farina con crusca e farina di mais. Furono poi sottoposte a restrizione la pasta (o farina o riso) nella misura di 2 kg al mese pro capite, la carne (50 grammi al giorno), i grassi e via di seguito ogni genere di consumo. Il sale divenne introvabile e fu oggetto di scambio per delazioni ben ricompensate dalle autorità naziste occupanti: anche 10 kg di sale venivano offerti a chi denunciava un “capobanda”.
Nel maggio 1944 a Bologna 1 kg di pane al mercato nero poteva costare dalle 25 alle 35 lire, per la pancetta si arrivava alle 400 lire, per olio e burro a 1000 lire il kg; il salario mensile di un operaio metallurgico oscillava tra le 1800 e le 2300 lire.

Testi tratti da:

ISREBO, Bologna 1938-1945 – Guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, Bologna, Edizioni Aspasia, 2005.

Immagine tratta da:

Obiettivo Bologna, Open the doors, Bombs away – Costa Editore, 2001.

Audio estratto da:

A. Preti, Sabbiuno di Paderno, Dicembre 1944, University Press, Bologna, 1994.

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