Crocevia

47 sconosciutiUn ronzio che fa male al cuore

Ti trovi al principio di una salita breve ma piuttosto ripida, superata la quale si aprirà sulla destra il tanto bello quanto tragico panorama calancoso che assistette all’uccisione dei partigiani che furono portati fino a qui da San Giovanni in Monte (Bologna) nel dicembre del 1944.

DOVE ANDARE

Imbocca la salita di via di Sabbiuno. Percorri questa strada, senza prendere deviazioni. La prossima sosta ti consentirà di vedere i calanchi di Sabbiuno e la croce bianca collocata in fondo alla valle. Se decidi di non affrontare la salita, da qui puoi proseguire per via Cavaioni in direzione Villa Spada.

CENNI DI STORIA

1944 in Appennino

Alla fine dell’estate 1944, con gli Alleati a pochi chilometri da Bologna, i partigiani bolognesi ritennero imminente la liberazione e organizzarono un piano insurrezionale che permettesse di liberare la città. L’avanzata degli alleati nell’inverno 1944-45 si fermò però sulla Linea Gotica.
L’inverno del 1944 fu così il periodo più difficile per la Resistenza: in città i partigiani aumentarono e si trovarono bloccati nelle loro basi con gravi difficoltà di movimento, sugli Appennini gli scontri e le stragi di civili nelle retrovie del fronte tedesco si fecero sempre più cruenti.
Le SS, comandate da Walter Reder, iniziarono la loro opera il 12 agosto 1944 uccidendo 560 persone a Sant’Anna di Stazzema, un paese sulle Alpi Apuane, e fra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 compirono la strage di Monte Sole, meglio nota come strage di Marzabotto, in cui persero la vita oltre 700 civili inermi.
A queste stragi si aggiunse l’eccidio di Sabbiuno che ebbe luogo il 14 e il 23 dicembre 1944 a pochi chilometri dal centro di Bologna. In queste date furono fucilate 58 persone di cui oggi conosciamo l’identità. Il numero complessivo delle vittime resta però ignoto e si è portato dunque simbolicamente a 100.
Alla ripresa dell’avanzata del fronte, nella primavera del 1945, si pensò nuovamente di organizzare l’insurrezione e di liberare la città, ma a causa dell’arresto e dell’uccisione di Sante Vincenzi, il partigiano che aveva ricevuto e doveva trasmettere l’ordine, il piano non scattò. L’arresto avvenne in piazza Trento e Trieste dove il partigiano si era incontrato con Giuseppe Bentivogli che subì la stessa sorte. Bologna vide ritirarsi verso nord le truppe naziste e i militi fascisti senza che vi fossero scontri. Il 21 aprile 1945 gli Alleati e le truppe del nuovo esercito italiano entrarono in città dalla via Emilia. A San Giorgio di Piano avvenne l’ultima strage compiuta dai nazisti e dai fascisti.

 

Testi tratti da:

ISREBO, Bologna 1938-1945 – Guida ai luoghi della guerra e della Resistenza, Bologna, Edizioni Aspasia, 2005.

Fotografia:

Andrea Garreffa

Audio estratto da:

A. Preti, Sabbiuno di Paderno, Dicembre 1944, University Press, Bologna, 1994.

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