Calanchi di Sabbiuno

Disegno Monumento Sabbiuno

Il ritrovamento dei corpi

La natura dei calanchi raccontata da Vinicio Ruggeri

Sabbiuno e la memoria storica – Riflessioni di Andrea Marchi

Ti trovi nel terzo punto panoramico del percorso. La vista che si schiude sulla destra è quella dei Calanchi di Sabbiuno, dove circa un centinaio di detenuti del carcere di San Giovanni in Monte (è stato possible identificarne solamente 58) furono fucilati dai nazisti e lasciati cadere nella valle. In fondo al calanco è possible vedere una grande croce bianca, parte integrante del monumento ai caduti.

DOVE ANDARE

Sei sulla strada che in poco più di un chilometro ti condurrà al monumento ai caduti di Sabbiuno. Prosegui dritto per via di Sabbiuno. Tra 1,2 km troverai l’ingresso del complesso monumentale sulla destra.

CENNI DI STORIA

Sabbiuno, dicembre 1944. I rastrellamenti, gli arresti, le fucilazioni

Il 14 e il 23 dicembre 1944 dal carcere di San Giovanni in Monte due gruppi di prigionieri, incolonnati a piedi o su camion coperti, vennero condotti fino a Sabbiuno dove furono fucilati. Nel dopoguerra i loro cadaveri vennero ritrovati in fondo al calanco nel quale erano stati fatti precipitare.
Questi prigionieri erano partigiani rastrellati dai nazisti tedeschi e dai fascisti italiani nella zona nord-ovest di Bologna fra Anzola, Calderara di Reno e Amola di Piano dove avevano le loro basi un distaccamento della 7ª Gap e della 63ª brigata “Bolero”.
Il 14 dicembre 1944 furono fucilati a Sabbiuno i gappisti più noti e ritenuti più pericolosi. Il 22 dicembre molti incarcerati furono avviati su carri bestiame verso il Brennero e di lì verso Mauthausen-Gusen da dove molti di loro non tornarono; il giorno successivo, il 23 dicembre, un altro gruppo fu portato a Sabbiuno.
Di qui in poi cadde il silenzio, nemmeno i familiari furono informati della sorte dei loro congiunti.
Nel dopoguerra vennero ritrovati resti di partigiani fucilati in cinque diverse località della zona di Sabbiuno.

La croce

Oggi in fondo alla valle è visibile una grande croce bianca facente parte dell’intero complesso monumentale. Il suo braccio lungo misura circa 15 metri, mentre quello corto circa 7. Si tratta di una struttura fatta di profili di acciaio rivestiti di lamiere metalliche dipinte di bianco.
Nel 2012 la croce è stata sottoposta ad un’opera di manutenzione e pulitura. Vista la posizione la croce tende costantemente a sprofondare e ad essere coperta dal fango.

Lino Michelini – Il ricordo di Dante Drusiani (Tempesta) e Aroldo Cristofori (Vento)

Renato Romagnoli – Il ricordo di Vincenzo Toffano (Terremoto)


Dal carcere di San Giovanni in Monte a Sabbiuno di Paderno
Ricostruzione storica del Prof. Preti tratta dal video “Notte e nebbia”
http://certosa.cineca.it/2/eventi.php?ID=62&VIDEO=7924&a=video

Testo rivisitato di Alberto Preti, tratto da:

http://www.comune.bologna.it/iperbole/monumentosabbiuno/

Illustrazione:

Gruppo Architetti Città Nuova (Gian Paolo Mazzucato, Letizia Gelli Mazzucato, Umberto Maccaferri).

Audio estratto da:

A. Preti, Sabbiuno di Paderno, Dicembre 1944, University Press, Bologna, 1994.

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